Finanziamenti imprese femminili, la legge 215/92

luglio 20, 2011

Le agevolazione finanziare per l’imprenditoria femminile, note anche come imprese in rosa, sono state emanate per legge già nel 1992, in particolare con la numero 215 intitolata Azioni positive per l’imprenditoria femminile, tale legge prevedeva incentivi sia per le imprese al femminile già in essere che per quelle da avviare.

Successivamente con il Regolamento del 28/07/2000 e successiva Circolare esplicativa del marzo 2001 furono specificate le procedure per poter accedere ai finanziamenti.

Cosa definisce un’impresa rosa

Chiaramente, vista la natura e il nome stesso della legge, la prima condizione per aver diritto eventualmente a tale finanziamento è che il soggetto imprenditoriale da beneficiare sia caratterizzato da una gestione prettamente al femminile, per le ditte individuali il titolare deve essere donna, per le società di persona, per esempio le cooperative, il 60% dei soci deve essere costituito da donne, mentre per le imprese di capitali (S.r.l. o S.p.A.) almeno i 2/3 del capitale sociale deve essere detenuto da donne, stessa proporzione per quanto riguarda la composizione del relativo Consigli Di Amministrazione (CDA).

Le ditte assimilabili alle piccole imprese devono rispondere dei seguenti requisiti minimi: avere meno di 50 dipendenti; fatturato inferiore ai 7 mln di Euro o, in alternativa, il totale di bilancio deve essere inferiore ai 5 mln di Euro, inoltre non devono esserci dipendenze da soggetti imprenditoriali partecipanti.

Finanziamenti, azioni e spese ammissibili e non

I finanziamenti per le imprese rosa rientrano in quella particolare categoria definita a fondo perduto e agevolato, ovvero una particolare forma di prestito in cui una parte del capitale sarà erogata senza obbligo di restituzione e la restante parte sarà da restituire in 10 anni con un tasso di interessi particolarmente basso, pari allo 0,5%.

Non tutte le iniziative, anche se al femminile, possono accedere alla richiesta di finanziamento, anche se, va detto, i settori per i quali vengono concessi sono molteplici e quindi è difficile che un’idea non ricada in almeno uno di questi: industria e artigianato, agricoltura, commercio, servizi e turismo.

Le azioni che possono rientrare nei finanziamenti per l’impresa rosa sono:

  1. Start-up impresa;
  2. acquisizione precedenti attività;
  3. progetti aziendali fortemente innovativi;
  4. acquisizione di servizi reali

Oltre che le azioni anche le spese non sono tutte ammissibili, infatti, per quanto riguarda i numeri da 1 a 3 rientrano nei criteri di ammissibilità le seguenti voci: tutti l’impiantistica generale; i macchinari e le attrezzature; l’eventuale acquisto di brevetti e software necessari all’impresa, le opere murarie comprese dei relativi costi di progettazione, direzione lavori e le consulenze eventuali.

Per quanto riguarda il punto 4, l’acquisizione di servizi reali, sono ammissibili le spese sostenute per l’acquisto di servizi forniti da altre imprese, di qualsiasi natura esse siano, iscritte al relativo registro, da enti pubblici e/o privati che abbiano personalità giuridica e infine quelli acquisiti da professionisti iscritti all’albo di competenza.

Tutte le acquisizione devono riguardare l’acquisto di beni di nuova fabbricazione fatto salvo quelli rientranti nell’acquisto per attività preesistenti.

Non rientrano invece fra le spese ammissibili per tutte le suddette azioni gli acquisti per minuterie e utensili di uso comune, quelle per la manutenzione ordinaria, l’acquisto di beni di uso promiscuo come per esempio pc portatili, autovetture, cellulari ….

E’ bene ricordare che l’aiuto concesso dalla legge 215/92 dipende anche dalla Regione in cui si realizza il programma, dalla ripartizione delle spese fra le diverse tipologie e dall’arco temporale del progetto per il quale si chiede la facilitazione.

La 215/92 come funziona

La legge 215 è direttamente gestita dal Ministero dello Sviluppo Economico ed opera con il così detto meccanismo a bando, questo significa che il Ministero dichiara, da una certa data in poi ed entro una data di chiusura, la possibilità di richiedere il contributo presentando la relativa domanda, debitamente compilata, presso la regione dell’Impresa da avviare o da acquisire.

Raccolte durante l’arco di tempo stabilito tutte le domande la graduatoria delle Imprese rosa ammesse al finanziamento viene pubblicata entro 90 giorni dalla scadenza del bando con pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale da parte del Ministero delle Attività Produttive.

Ciascuna amministrazione adotta e comunica i provvedimenti di concessione alle imprese entro 30 giorni da tale pubblicazione.
Le Aziende ammesse riceveranno la quota del finanziamento loro spettante in due tranche direttamente sul loro conto bancario, la prima quota sarà pari al 30% del totale e rilasciata la momento della realizzazione, debitamente certificata, del 30% del progetto, in alcuni casi, può anche essere anticipata, la seconda quota, il saldo, si avrà alla piena realizzazione dell’investimento e comunque entro e non oltre i 24 mesi successivi alla data di comunicazione, tramite decreto, dell’avvenuta concessione del tributo.

Imprenditoria al femminile, come presentare la domanda

E’ importante che vengano allegati alla domanda tutti i documenti richiesti, le domande incomplete verranno rigettate e devono essere presentate solo sulla modulistica originale del Ministero.
Questi i documenti, obbligatori, da allegare alla domanda per i finanziamenti per le imprese rosa:

  • Modulo di richiesta delle agevolazioni, che conterrà i date e tutte le informazioni dell’impresa proponente e del progetto;
  • scheda tecnica: ulteriori dettagli sull’idea per la quale si chiede il finanziamento con tutti i dati economico / finanziari;
  • iscrizione al Registro delle Imprese presso la competente Camera di Commercio, completa del certificato anti mafia (non richiesto per le imprese non ancora iscritte nel Registro);
  • disponibilità immobile: chi presenta la domanda dovrà dimostrare di avere già i locali dove svolgerà la propria attività, la disponibilità può essere validata da uno di questi contratti: locazione, comodato d’uso, concessione del demanio, certificato di proprietà dell’immobile, compresi e validanti anche il compromesso e la promessa di acquisto, condizione essenziale è che ognuno di essi venga registrato prima di presentare la domanda.